Erbe biologiche di montagna

Prodotto disponibile da marzo ad agosto

Il Prodotto

Torte salate, orzotti, frittate, tisane...i sapori della Montagna Biologica e Sostenibile a tavola con le erbe spontanee!

Tarassaco 

Fresco in insalata, ripassato in padella, lessato…i sapori della Montagna Biologica e Sostenibile a tavola! Magicamente accade che i prati ed i pascoli dell’Altopiano dei Sette Comuni in primavera, si tingano del colore del sole. Questo giallo acceso ed il delicato profumo appartengono al Tarassaco (Taraxacum officinalis). Una pianta spontanea usata sia in cucina che nella farmacopea popolare, ricca di vitamine e di sali minerali. La raccolta nei nostri appezzamenti avviene prima e durante la sua fioritura ed interessa la pianta giovane ovvero la rosetta basale, fresca e tenera, leggermente amara, adatta al consumo sia crudo che in cottura. Non solo tarassaco, ma tante altre giovani cicorie selvatiche vengono raccolte per la preparazione di un mix di erbe spontanee dal sapore di montagna inconfondibile e che sa donare benessere al nostro fisico. Raccogliamo inoltre i fiori gialli del tarassaco ottimi in pastella, per la decorazione dei piatti o per la preparazione del finto miele!

Ortica

Le specie vegetali presenti sono come un diario che ci racconta il passato ed il presente dei nostri appezzamenti. Un tempo alcuni degli appezzamenti della Biofattoria Bisele furono dediti al pascolo. Quando qui, presso La Cattedra, la rinomata scuola di agricoltura di montagna era attiva vennero ospitati oltre 600 capi bovini. Per questo motivo ancora oggi in alcuni siti è possibile incontrare molte ortiche (Urtica dioica), specie nitrofila amante dei luoghi ricchi di azoto. Di questa pianta raccogliamo le foglie giovani. Le ortiche contengono molti sali minerali, soprattutto silicio ma anche calcio, fosforo, potassio ed in discreta quantità anche le vitamine A, B1 e B2, la C .e PP). Le innumerevoli virtù officinali, così come quelle alimentari sono note fin dall’antichità. Le ortiche sono ritenute dalla farmacopea popolare: diuretiche , emostatiche, astringenti, antianemiche, stomachiche, stimolanti epatobiliari. Oggi l’ortica viene consumata previa cottura. Un tempo veniva usata anche la pratica di urticazione con piante fresche per curare affezioni delle vie aeree, reumatismi, amenorrea. Nei risotti, sulle torte salate, come salsa per gli gnocchi, nella zuppa…un’erba spontanea versatile e dal sapore delicato per portare la montagna in tavola! L’ortica è acquistabile anche essiccata taglio tisana!

Falsa Ortica

Morfologicamente simili alle ortiche ma non dotati dei peli urticanti. Alla Biofattoria Bisele raccogliamo le foglie giovani delle specie Lamium album dai fiori bianchi e Lamium purpureum dai fiori violacei. I migliori risultati culinari si ottengono unendole dopo lessate, ad altre piante spontanee, o da sole a mo di spinaci. Sono ricche di vitamina C, nella farmacopea popolare hanno avuto un utilizzo come astringenti e vaso-costrittori, forniscono giovamento nelle affezioni della proposta e della vescica. Tra i ricordi degli altopianesi non manca di certo il succhiare il  fiore dalla delicata dolcezza della falsa ortica! E per via empirica si impara che “Il fiore è dolce solo finché non passa l’ape…”. Si tratta infatti di piante molto apprezzate dagli insetti impollinatori.

Carletti

Squisitissimi sono i giovani germogli di questa specie (Silene vulgaris). Da fine aprile raccogliamo i Carletti, o Sciocaroi, nome dialettale altopianese dato dal suono schioccante del fiore a palloncino schiacciato sul palmo della mano. L’uso delle foglie crude nelle insalate è da consumarsi in maniera limitata per la presenza di ossalati. Dopo cottura, le foglie e i giovani getti possono essere serviti come verdura o diventare squisiti componenti di frittate e minestre. Vitamina C, carboidrati, sali minerali e mucillagini costituiscono il principale apporto nutrizionale di questa pianta. Silene, deriva da Sileno, divinità greca, maestra di vita e… di abbuffate del goliardico e selvatico dio Bacco. L’etimologia del genere richiama diversi usi ludici della pianta come il fischietto o come sciopet tra le mani.

Buon Enrico o spinacio di montagna

Tra i nostri appezzamenti biologici, cresce spontaneamente lo spinacio selvatico, il Buon Enrico (Chenopodium bonus-henricus), di cui raccogliamo i primi germogli e le cime delle giovani tenere piante. Le foglie verde intenso, il profumo erbaceo ed al tatto una consistenza farinosa lo contraddistinguono. Il suo sapore ricorda quello degli spinaci, ma le piante giovani hanno un aroma dolce con note torbate, più avanza la stagione di raccolta e più il sapore diventa amarognolo. Le foglie sono edibili sia crude che cotte e contengono diversi sali minerali, come il ferro, carboidrati e sostanze proteiche e vitamine come la A e la B1 e B2, la C e la K. In Altopiano viene chiamato “farinela” perchè al tatto la pagina inferiore delle foglie fresche rilascia una polvere che ricorda la sensazione di farina tra le mani. Il nome scientifico del genere Chenopodium deriva dal greco piede d’oca (chen – chenos = oca e pous – podòs = piede) e richiama la forma delle foglie. Quest’erba spontanea viene fornita solo fresca.

Menta selvatica

Nei dolci, in tisana, con il pesce.... Quando nelle giornate estive si fa visita all’ex vivaio forestale Ambrosini, lungo il percorso B come Bosco, dapprima si viene avvolti da un inebriante profumo balsamico di abete per poi essere pervasi dal fresco sentore della menta selvatica (Mentha longifolia) che copre una radura come un rinfrescante tappeto. Dopo la raccolta delle giovani piante, la menta selvatica è disponibile in vendita sotto forma di essiccato, taglio tisana.  La menta selvatica così essiccata può essere usata in cucina, negli infusi, per aromatizzare un olio o per autoprodursi un oleolito che nella farmacopea popolare presenta ottime proprietà contro il mal di testa. Assunta per via orale la menta presenta anche un’azione digestiva, aiuta a combattere i sintomi dell’intestino irritabile e ad alleviare la pancia gonfia, nausea e dolori addominali. La menta è anche ottimo rimedio contro i dolori muscolari e articolari, il raffreddore e la tosse. Il nome generico Mentha deriva dal greco “Mintha”. Una ninfa dei fiumi che, secondo Ovidio,  venne trasformata in una pianta insignificante da Persefone dopo aver colto in atteggiamenti amorosi lei ed il marito Ade, dio degli inferi.  Ade nulla poté sulla  trasformazione subita, ma fece in modo che calpestando la pianta, essa emanasse la sua vera bellezza sotto forma di aroma.

Sambuco

  Frittelle, sciroppi, frittate, tisane... Nel mese di giugno gli estesi pascoli delle nostre galline ovaiole ed i margini dei nostri appezzamenti coltivati a metodo biologico si ricoprono di bianchi batuffoli, le infiorescenze (corimbi) degli arbusti di Sambuco (Sambucus nigra) che ci apprestiamo a raccogliere. Dopo una raccolta e accurata selezione svolte a mano, le infiorescenze sono disponibili fresche oppure essiccate taglio tisana. Fresche possono essere utilizzate in cucina per preparare uno squisito sciroppo, nelle frittate o in pastella come frittelle. Essiccate oltre che per gli infusi possono essere usate per insaporire il pane ed i dolci. Nella farmacopea popolare l'infuso di sambuco viene impiegato contro febbre e raffreddore per le sue proprietà diaforetiche, ovvero di aumento della sudorazione e antinfiammatorie e decongestionanti le vie respiratorie. In cucina possono essere utilizzati anche i frutti, che raccogliamo solo su richiesta. Si tratta di bacche che possono essere consumate previa cottura e che sono ottime nelle confetture di accompagnamento ad esempio alla selvaggina. Le bacche e il loro succo, fresco o fermentato, hanno un colore violaceo che nell'antichità veniva usato per la produzione di inchiostri. A parte i frutti cotti e i fiori, tutto il resto della pianta (foglie e semi compresi) è velenoso poiché contiene il glicoside sambunigrina.
Rosa canina, prugnolo selvatico, iperico, borsa del pastore...sono veramente tante le erbe ed i fiori di montagna che possiamo raccogliere su ordinazione nella nostra superficie aziendale.  

Scopri di più nelle nostre news e prenota la raccolta personalizzata! 

Sostenibilità

Le donne cimbre raccoglievano ed utilizzavano oltre 100 erbe di montagna differenti per uso alimentare e medicamentoso. Saperi e sapori tramandati di generazione in generazione parte integrante del nostro bagaglio culturale che vogliamo offrire a voi come prodotto biologico!
Il nostro agro-ecosistema biologico, così ricco in biodiversità è una formidabile risorsa. Dove il terreno è troppo scosceso e dove, a rotazione, gli appezzamenti restano incolti, si sviluppano erbe spontanee tipiche della montagna. Come da tradizione montanara, ci accingiamo a raccogliere queste erbe, rigorosamente a mano e secondo gli antichi saperi alimurgici delle genti Cimbre. Sia la raccolta che l’eventuale processo di essiccazione sono effettuati presso la nostra azienda sita a Canove di Roana, a circa 1000 m, sull’Altopiano di Asiago Sette Comuni. Solo una modesta percentuale delle erbe spontanee viene raccolta, il resto è parte integrante di complessi equilibri ecosistemici caratterizzati da un’elevata biodiversità, molto apprezzata soprattutto dalle api e dagli insetti impollinatori. Con i fiori vengono infatti prodotti prelibati mieli come il miele di tarassaco e il millefiori, tutti biologici! Ospitiamo oltre 200 arnie di diversi apicoltori durante la primavera e l’estate! Parte delle erbe spontanee vengono anche raccolte in ambito didattico/formativo durante gli eventi aperti al pubblico. Sono presenti molte altre specie di piante spontanee edibili, che possono essere raccolte su ordinazione. Il sambuco è in parte spontaneo ed in parte viene coltivato nell'allevamento delle galline ovaiole così da svolgere anche una funzione ombreggiante e di rifugio dai predatori.

A TAVOLA

torta salata al tarassaco

Ingredienti per uno stampo da 24 cm di diametro

350g di pasta frolla salata *

300g di tarassaco biologico lavato e tagliato finemente

1 cipolla rossa biologica

2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

80g di formaggio Asiago Stravecchio DOP

1 uovo biologico di montagna

200g di ricotta

Sale e pepe q.b.

* trovi qui la ricetta 

Ideale come antipasto o per aperitivo e se vuoi una guarnizione che lascerà tutti a bocca aperta servi la torta con i fiori di tarassaco in pastella al forno! (seguici sui social per la ricetta!)
  • Preriscalda il forno a 180°C e rivesti lo stampo con carta da forno.
  • Taglia finemente la cipolla e falla appassire in padella con un filo d’olio.
  • Aggiungi le erbette tagliate finemente e cuoci fino a quando è tenero (circa 10 min), aggiungendo una tazza di acqua.
  • Scola l'eventuale eccesso di liquido e in una ciotola mescola le erbette cotte con il formaggio Asiago grattugiato.
  • In una ciotola sbatti con una frusta l’uovo e la ricotta con sale e pepe.
  • Unisci il composto di ricotta alle erbette cotte mescolando vigorosamente.
  • Stendi la pasta sulla tortiera e bucherella il fondo con una forchetta.
  • Stendi il ripieno sopra la pasta.
  • Cuoci in forno preriscaldato per 30-35 minuti o fino a doratura.

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